Oro, argento e…mai mollare!

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Oggi Arianna Fontana e Federico Pellegrino hanno risposto presente nelle gare olimpiche, ottenendo rispettivamente un oro e un argento. Bravissimi, anzi di più.
Il primo pensiero quando si parla di Giochi Olimpici è quanto sia bello potervi partecipare, la fortuna di esserci, il poter respirare l’atmosfera del villaggio olimpico ed essere parte di un evento che accade solo ogni 4 anni. Insomma nel nostro immaginario, comodamente seduti sul divano di casa, è tutto un luccicare di medaglie e bandiere che sventolano.
Raramente però consideriamo lo stress, la fatica e la pressione di trovarsi in una simile situazione. Voglio dire, può essere tutto molto difficile da sostenere.
Mettiamoci per un attimo nei panni di Arianna e Federico. Quante migliaia di pensieri, emozioni e sensazioni possono mai aver provato nei minuti appena prima dello start? Centinaia probabilmente. La paura di sbagliare, di deludere le aspettative proprie ed altrui, la consapevolezza di avere tutti gli occhi addosso e di dover rappresentare la propria nazione….probabilmente ci vengono i brividi al solo pensiero. Qualcuno potrebbe pensare che mai nella vita potrebbe sostenere una situazione simile, mentre qualcun altro potrebbe percepire l’adrenalina di una simile situazione trovandola particolarmente sfidante.
Ecco io penso che tutto questo groviglio di pensieri e sensazioni, i nostri due atleti l’hanno saputo mettere da parte. La loro forza è stata quella di uscire mentalmente dalla trappola delle aspettative, dei dubbi e delle insicurezze. L’unico modo per riuscire a esprimere al meglio la propria tecnica e preparazione era, per il tempo della gara, staccare il pensiero, crearsi un cono attentivo che lasciasse fuori tutto ciò che non era ghiaccio, neve, pista e avversari e restare unicamente nel momento presente.
Questo non significa che non abbiano vissuto l’esperienza o che l’abbiano fatto con freddezza. Quanto piuttosto che grazie alla loro maturità sono stati in grado di gestirsi e di volere, più degli avversari, agguantare il risultato che hanno poi effettivamente strappato.
Non hanno mollato, sono rimasti lucidi e presenti. Hanno fatto ciò che dovevano e volevano. E le lacrime (di Arianna) e la gioia straripante (di Federico) hanno il sapore della liberazione, del potersi finalmente lasciare andare a quel famoso groviglio e galleggiare nell’incredulità di ciò che sono stati capaci di fare.

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